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Inviato da avatar Anna Garavini il 28-03-2023 alle 12:25

Quando come genitori di "Aspettando lo smartphone" (www.aspettandolosmartphone.it) abbiamo deciso di sostenere questo ambizioso progetto, lo abbiamo fatto perché riteniamo fondamentale richiamare l'attenzione di altri genitori sul tema dell'educazione digitale e abbiamo pensato che il modo migliore per farlo fosse porsi delle domande e chiedere un aiuto.
Quello che più ci preme di capire è come guidare i nostri figli e le nostre figlie in questo mondo, partendo proprio dal tema della connessione permanente, dell'accesso alla rete e della gestione degli strumenti che la permettono.
Basta documentarsi un minimo per capire che un accesso libero alla rete, che non tenga conto delle differenze tra le diverse età, può essere molto rischioso, e che a volte l'utilizzo di un device, ad esempio uno smartphone, può essere più di danno che una reale opportunità di crescita. Oggi citiamo lo smartphone perché al momento è lo strumento che più di tutti, per diffusione e portabilità, consente un accesso alla rete potenzialmente illimitato nello spazio e nel tempo oltre che nei contenuti ma domani le stesse domande si riproporranno di fronte all'arrivo di nuovi device sempre più pervasivi, basti pensare alla realtà del metaverso.
Nonostante ovunque si possano trovare ottimi consigli per gestire l'educazione digitale in famiglia, è esperienza diretta di molti genitori che cercare di applicarli non è facile, a volte quasi impossibile, soprattutto se il contesto che ci circonda manda messaggi quantomeno contradditori. Questo spesso ci porta a sentirci soli e da qui nasce l'idea di promuovere una discussione collettiva, fare rete tra genitori per dare delle regole comuni di consegna e uso dello smartphone ai nostri figli senza lasciare alle singole famiglie l'onere di scelte faticose e impopolari.
Ovviamente non ci aspettiamo che un progetto come questo possa dare risposte alle infinite domande che il mondo digitale ci pone ogni giorno, né tanto meno esentarci dalle responsabilità educative che ci appartengono. Facendo un po' di autocritica pensiamo che, come in tanti altri ambiti, anche nell'utilizzo delle nuove tecnologie noi adulti/genitori siamo spesso un pessimo esempio per i nostri figli ed è necessario che modifichiamo noi per primi i nostri comportamenti per poter essere un modello e proporre loro un corretto utilizzo dei mezzi tecnologici.
Ciò che ci fa ben sperare è che in generale in termini di educazione, di fronte ad evidenze di pericoli per il benessere e la salute dei nostri figli, noi genitori siamo spesso stati chiamati a un cambio di prospettiva: pensiamo a quando abbiamo imparato a far dormire i piccoli a pancia in su per ridurre il rischio di morte in culla, o a quando il ciuccio veniva intinto nel miele mentre oggi nessun genitore informato si sognerebbe mai di dare lo zucchero ai bambini nei primi due anni di vita, per non parlare di certi viaggi in macchina di quando eravamo bambini noi, senza cinture, seduti nel bagagliaio, mentre ora sarebbe impensabile far viaggiare noi stessi e i nostri figli/e senza allacciare le cinture.
Crediamo fortemente che anche sull'educazione digitale siamo chiamati a questo cambio di prospettiva per evitare che rischi e pericoli sovrastino le opportunità che il mondo digitale offre a tutti, generazioni future comprese.
Ed è per questo che rinnoviamo l'invito a tutti coloro che prenderanno parte a questo percorso, con il proprio ruolo e le proprie competenze, a capire insieme quali "cinture di sicurezza" collettive per viaggiare nel mondo digitale sono ormai necessarie per il bene, non solo delle singole famiglie, ma della nostra società intera.

Anna Garavini e Stefano Boati 

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